SCAMPINI

La Scampini è un marchio storico nel settore delle interfodere. Scampini Santino fece nascere nel lontano 1929 la società Scampini  producendo foderami per giacche e cappotti; il suo settore primario fu il classico “pelo di cammello “ articolo esclusivo per il genere sartoriale d’alta classe. Nel 1949 la Scampini venne registrata alla camera di commercio di Varese e incominciò a potenziare l’immobile ampliandolo.

Storia

cosa rappresentiamo

Poi con l’avvento “dell’adesivo”, articoli in tessuto spalmati con una resina particolare che al contatto con il ferro da stiro si incollavano al tessuto esterno, si dovette cambiare mercato modificando alcuni tessuti già esistenti nel proprio campionario. Nacque così il reparto “interni per cravatte”.

Fu l’anno  1970 a dare inizio alla nuova commercializzazione. I confezionisti di abiti vennero sostituiti con i produttori di cravatte i quali tagliavano a mano i tre tessuti che compongono la cravatta: il tessuto esterno, la fodera per fare i due cappucci e l’interno.

Dopo poco tempo, la richiesta dei clienti, oltre al tessuto, passò anche al confezionato; infatti le più grosse aziende di cravatte si stavano automatizzando con delle nuove macchine prodotte in Germania dette “liba” .

Erano macchine che potevano produrre anche 1000 cravatte in 8 ore e il confezionista non poteva essere in grado di tagliare questo quantitativo in interni per stare al passo con la nuova tecnologia .

La Scampini Srl, con molto sforzo tecnico e finanziario, modificò una trancia  in maniera che potesse  tagliare i propri tessuti nel modello del cliente e creò così nel proprio stabile un reparto nuovo, ”la sala taglio”. Dal 1980 al 1993 il mercato delle produzioni di cravatte aumentò in maniera esponenziale. La Scampini Srl fu obbligata ad aumentare la potenzialità della sala taglio fino ad arrivare a 5 trance .

In quegli anni si arrivò a produrre anche 5.000 dozzine al giorno, pari a 60.000 interni che corrispondono su 220 giorni lavorativi in un anno a 13.200.000 pezzi.

Il mercato incominciò a calare dopo il 1994, quando le prime confezioni cinesi incominciarono a farsi conoscere dai produttori di cravatte; molti di questi incominciarono a chiudere i propri laboratori interni ed esterni per commissionare il lavoro conto terzi ai cinesi. Il primo grosso calo lo si ebbe nel sud Italia, dove parecchie ditte specializzate alla produzione di cravatte dovettero chiudere. 

I grossi numeri calarono in maniera molto veloce, ma solo nel settore della qualità bassa; infatti furono le cravatte promozionali e quelle in vendita nelle grosse distribuzioni a risentirne per prime.

La qualità media e quella delle firme, non ebbero nessun cedimento. La Scampini ebbe il tempo di ridurre la sala taglio e di modificare gli articoli per il mercato più alto e più qualitativo.

Ad oggi, dove i numeri sono decisamente inferiori, la carta vincente è senza dubbio la produzione degli articoli molto curati e con un servizio di consegna ai confezionisti non superiore ai 3 giorni. Per questo, la produzione sia del filato che del tessuto è gestita da dei terzisti “strategici “ che da oltre 40 anni collaborano con la Scampini.

La prima è la filatura: acquista la materia prima facendo un primo controllo del materiale e poi la mette in produzione tenendo conto delle specifiche tecniche che il filato deve avere. A prodotto finito, il filato viene spedito alla tessitura, la quale in base all’articolo che deve produrre dispone il filato sui telai e lo manda in lavorazione. Tutto questo comporta un onere finanziario non solo della Scampini, ma anche dei fornitori “strategici” dato che sia la filatura che la tessitura acquistano una buona parte del materiale.

Una struttura del genere, ha sicuramente le carte giuste per continuare nel mercato globale, oggi bisogna essere molto veloci ed elastici nel produrre gli articoli che il mercato chiede.

 

Per una ditta di produzione, il controllo totale dei costi è di fondamentale importanza.

L’arco di tempo di produzione del prodotto che dalla materia prima si trasforma in prodotto finito– cioè in scatola da spedire al cliente –è di fondamentale importanza che sia il più breve possibile. Soltanto mantenendo una struttura del genere si riesce a controllare il vero costo del prodotto e di permettere così di contenere i prezzi al minimo per dare alla clientela un prodotto di elevata qualità ad un costo molto contenuto .

La Scampini Srl produce una quarantina di articoli per gli interni per cravatte; una decina di questi annualmente vengono sostituiti per mantenere sempre aggiornato il campionario .

Non è soltanto basilare l’articolo, ma anche il modello che il cliente chiede di realizzare.
Per questo motivo una ventinadi anni fa è stata acquistata una macchina di taglio CUD per soddisfare le esigenze dei clienti più importanti.

Da allora è possibile realizzare, su disegno dello stilista del nostro cliente, il modello della cravatta richiesto e di tagliarlo nel tessuto scelto, tutto nel giro di poche ore, senza il problema di produrre costose fustelle.

Inoltre la Scampini può annoverare un parco fustelle veramente unico: circa 500 modelli diversi, molti esclusivi .
In Italia è rimasta la produzione di alta qualità, gestita dalle firme che desiderano ancora il “made in Italy “ in più la produzione dei converter– sempre italiani –che lavorano su canali di nicchia di mercato ma con qualità molto alta, anche di più delle firme più importanti.

Il futuro di questo mercato sarà vincente soltanto per chi sarà in grado di soddisfare la qualità  e la velocità  di consegna, dato che i paesi asiatici non potranno accaparrarsi tutta la produzione mondiale e anche se potessero acquisirla, ci sarebbe poi una standardizzazione del prodotto che creerà certamente sul mercato un calo enorme della domanda e a questo punto, saranno i clienti stessi che per la loro sopravvivenza sarà gioco forza prendere le distanze dalla produzione cinese.

La Scampini cercherà sempre di trovare le soluzioni più consone per affrontare il mercato del futuro, modificando e creando nuove situazioni sia tecniche che strutturali per affrontare la sfida della globalizzazione mondiale.